Due regole per giudicare la UX di un prototipo

Negli ultimi anni di lavoro abbiamo sperimentato molte metodologie alla continua ricerca di un modo migliore per aiutare i nostri clienti a definire la User Experience dei loro prodotti digitali.

Sergio Panagia

Partner, Technical Director

Negli ultimi anni di lavoro abbiamo sperimentato molte metodologie alla continua ricerca di un modo migliore per aiutare i nostri clienti a definire la User Experience dei loro prodotti digitali. Abbiamo imparato a comprendere meglio i bisogni dei consumatori usando tecniche di User Research come il Jobs-to-be-done. Abbiamo testato nuovi concept di prodotto ottenendo le reazioni dei potenziali consumatori grazie al Design Sprint di Google Ventures.

Abbiamo implementato processi di continua sperimentazione per migliorare le performance delle metriche chiave di successo.

Abbiamo avuto l’occasione di sfruttare queste metodologie per aiutare grandi aziende, come Lastminute.com o il Gruppo Banca Etica, e giovani startup in rapida crescita, come la fintech Euclidea.

Creare prototipi aiuta ad esplorare velocemente nuovi concept di prodotto o di nuove funzionalità. Ma come è possibile valutarne l’efficacia? In Moze lo facciamo con le interviste: incontriamo di persona potenziali utenti del prodotto a cui stiamo lavorando, sottoponiamo loro i prototipi realizzati e cerchiamo di ottenere feedback utili al loro miglioramento.

In questo articolo descriviamo due tecniche che usiamo abitualmente durante interviste con prototipi per rispondere a queste domande.

  • Le persone intervistate comprendono il valore che vogliamo esprimere?
  • Le persone intervistate sono interessate alla soluzione?

1. Le persone intervistate comprendono il valore che vogliamo esprimere?

Per cercare di rispondere a queste domande abbiamo ci siamo ispirati all’idea del Golden Circle elaborata da Simon Sinek.

“People don’t buy what you do; they buy why you do it. And what you do simply proves what you believe” — Simon Sinek

# 1 Per ogni prodotto definiamo le ipotesi di valore secondo questi tre criteri.

  • Cosa: per cosa può essere usato?
  • Come: come funziona e come può essere usato?
  • Perché: qual è il risultato finale, il valore aggiunto per l’utente?

# 2 Mostriamo il prototipo a diverse persone, l’intervistatore tenta di raccogliere la percezione di valore (“Cosa ti permette di fare questa soluzione?”, “Come funziona?”, “Quale superpotere ti darebbe questa soluzione?”).

# 3 Dopo le interviste il team di progetto confronta le ipotesi iniziali con la percezione reale delle persone intervistate.

2. Le persone intervistate sono interessate alla soluzione?

Il primo passo è comprendere se un prototipo riesce ad esprimere al meglio il valore della soluzione che rappresenta. Lo step successivo, solitamente, consiste nel valutare l’interesse concreto di una persona nella soluzione.

Ci ispiriamo al framework di Alistair Croll, descritto nel libro “Lean Analytics”, per valutare l’interesse in modo accurato: in seguito ad ogni intervista cerchiamo di rispondere a quattro domande fondamentali. Le risposte vengono espresse sotto forma di punteggio da 0 a 10.

20 punti sono la soglia della sufficienza, indicano cioè che la persona ha espresso un interesse concreto nei confronti della soluzione

Ad intervista conclusa, inoltre, invitiamo solitamente via e-mail la persona intervistata ad entrare in un programma “beta”, con la promessa di fargli avere in anteprima tutte le novità sul lancio del progetto. In questo modo possiamo valutare l’effettivo interesse a “cedere qualcosa” (l’indirizzo e-mail) in cambio della possibilità restare informato sull’iniziativa.

Questo schema ci aiuta a giudicare quanto sia desiderabile la soluzione progettata, attribuendo un punteggio ad ogni persona intervistata.

In continua evoluzione

Questi sono alcuni degli strumenti che usiamo per valutare la percezione della value proposition di un concept di prodotto nelle interviste faccia a faccia.

Siamo sempre alla ricerca di un modo per migliorare i nostri strumenti. Ciò che riteniamo importante, nel valutare l’impatto delle scelte di User Experience Design, è cercare sempre di ottenere risultati misurabili e leggibili.



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